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Manzini 24 gennaio

Pubblicato il . Sezione: Africa

Seconda mattina di lavoro sul corpo con le mamme. Guardo i loro visi, i loro corpi, e percepisco  la loro comprensibile  resistenza a dire a degli estranei,  come stiano realmente  in questo momento. Nel giro iniziale dicono tutte che stanno bene…eppure ognuna è mamma di un bambino con difficoltà evolutive gravi e dal loro viso è impossibile non cogliere una condizione di smarrimento e frustrazione. Le osservo mentre si mettono supine e mentre iniziano gli esercizi. Rimango meravigliata di come riescano in due sedute a svolgere gli esercizi cogliendo perfettamente la posizione della palla e il movimento. Penso che spesso anche i miei allievi hanno bisogno di tempo per aprirsi e parlare di sé o anche per imparare gli esercizi. 

Mentre Maddalena continua a condurre il lavoro sul corpo, sento che progressivamente si crea nel gruppo un clima di distensione e comunicazione. Mentre noi passiamo a massaggiare i deltoidi,  gli sguardi si incontrano, le pelli si sfiorano e spontaneamente ci si scambia un sorriso. Nel momento del riposo a contatto con le schiene, noto una naturalità nel mettersi in quella posizione, come anche nel lavoro di movimento finale. Riguardo i loro visi, i loro movimenti che sono decisamente più aperti e disponibili rispetto all inizio. Vedo i loro sorrisi e il loro piacere nel muoversi insieme. Mi stupisco ancora per la rapidità con cui, grazie al lavoro col Metodo Monari,  sia possibile pur con storie personali e culture diverse, creare un clima di comunione e comunicazione così autentico. La loro verbalizzazione finale è commovente: ci ringraziano per aver dedicato loro questo tempo, per aver scoperto una possibilità di prendersi cura del loro corpo, che vogliono riproporre qualche esercizio ai loro piccoli, che sperano di rivederci e  una di loro ci dice “God bless you”. Sento nelle loro parole una grande forza e anche capacità di iniziativa di porre richieste precise  ai servizi a cui si rivolgono, come la babadogo. Ancora sento la Potenza del Nostro Metodo nello stimolare le risorse naturali di ogni essere umano a prescindere dal luogo della terra in cui è nato. Sono contenta, emozionata e orgogliosa di appartenere alla grande famiglia del Metodo Monari.
Paola

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Scegliere di fare il fisioterapista significa scegliere di entrare in contatto col corpo di un'altra persona.

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