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Gabriella Bannò

Watamu

Pubblicato il . Sezione: Gabriella Bannò

Siamo arrivati all’ultimo giorno; fra poche ore il pulmino ci porterà all’aeroporto di Mombasa e io mi sento in un equilibrio traballante tra la voglia di restare in questa Africa che ti prende il cuore e la voglia di riabbracciare figli e nipoti che ho comunque portato sempre con me. Qui in Watamu ho vissuto per quattro giorni la “vacanza” , per fortuna, da “turista ma non troppo”. Certo ho fatto cose da turista come andare per shopping nelle bancherelle del villaggio, andare a vedere i delfini e nuotare in mezzo ai pesci col safari blu, viaggiare col tuc tuc per visitare spiagge meravigliose dalla sabbia bianca e il mare con mille sfumature di verde e blu… allora cosa fa la differenza? La differenza la fanno le persone che ho incontrato. La loro bellezza (parlo dei kenioti) il colore e la morbidezza della loro pelle, i sorrisi aperti dai denti bianchissimi, gli occhi ridenti
e gentili… ma soprattutto la loro gentilezza mai affettata, la disponibilità hacuna mayata e la voglia di parlare e di conoscerti. Anche quando ti cercano per venderti i loro prodotti , una gita o un pranzo al ristorante non mostrano insistenza pelosa ma lo fanno con la dignità di una persona che rivendica il diritto al lavoro e lo compie con onestà . Nel resort dove abbiamo soggiornato, frequentato per lo più da italiani, era forte il contrasto tra i volti amabili del personale e gli sguardi chiusi dei turisti e mi veniva tristezza a pensare che davvero i soldi non danno la felicità anche se ti permettono una vita più comoda.

Gabriella

Quello che è successo in Africa in questi giorni l'abbiamo vissuto insieme... questi racconti sono simili quando narrano i fatti, ma diversi per ognuno di noi

Maddalena Monari

Una parte di me già conosciuta, esplorata, toccata tutte le volte che mi sono innamorata...

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Daniele Martini

Ho cercato di vivere questa esperienza il più profondamente possibile...

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Alessio Bartoli

La magia del lavoro sul corpo ha cancellato le contratture e la stanchezza regalandomi stabilità e tranquillità .

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Carmen Garbari

Il desiderio di abbracciarle, di aiutarle a stare insieme porta un’emozione che mi travolge, che mi porta a sognare…

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Gabriella Bannò

Fare gruppo ci ha permesso di consapevolizzare ed esternare le nostre emozioni, paure, angosce, speranze…

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Oriana Serra

Dall’Africa porto a casa la BELLEZZA. La bellezza della natura e dei colori, delle tante “regine di Saba” incontrate …

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Paola Manzini

In ogni viaggio mi conosco sempre un po’ di più…è una opportunità non solo di incontrare una terra…

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Paola Morelli

E’ stato il viaggio più intenso e più forte che ho fatto, perché è stato un viaggio “dentro” l’Africa…

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Carmen e Alessio

Una parte di cuore rimarrà sempre qui in questa terra, con le persone che abbiamo incontrato in queste due settimane.

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Paola e Lella

È stata una emozione profonda l'impatto con i corpi di queste mamme che a parole dicevano di stare bene...

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Lettera aperta ai fisioterapisti

Scegliere di fare il fisioterapista significa scegliere di entrare in contatto col corpo di un'altra persona.

Nelle scuole di fisioterapia questo particolare passa in secondo piano lasciando spazio alle tecniche fisioterapiche, alla teoria e alla pratica, entrambe importanti e semplici da apprendere. Quello che non è semplice è l'incontro con un altro corpo, non spinti dall'eccitazione, come avviene nella sessualità, non spinti dall'amore, come avviene con le persone che amiamo, ma con un diploma in mano...

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